Caro diario è un film del 1993 scritto, diretto ed interpretato da Nanni Moretti, vincitore del premio per la miglior regia al Festival di Cannes 1994.[1]

Il primo episodio, In Vespa, vede il protagonista nella passeggiata in Vespa attraverso i quartieri di una Roma estiva e semi deserta. Le inquadrature di bellezze paesaggistiche, architettoniche e monumentali accompagnano le riflessioni del regista che spaziano dalla critica cinematografica, e in genere al cinema hollywoodiano, alla sociologia e alla sfaccettata urbanistica di diversi quartieri della capitale, dalla Garbatella sino a Spinaceto, quartiere a sud della capitale, le cui strade il regista percorre dopo averne sentito parlare in toni negativi: «E allora, andiamo a vedere Spinaceto!»[2]. L’itinerario si conclude a Ostia, nei pressi del luogo in cui fu ucciso Pier Paolo Pasolini e ne fu eretto un monumento alla memoria.

Caro Diario: monologo in Vespa

Trascrizione dialogo

MORETTI: Sì, la cosa che mi piace più di tutte è vedere le case, vedere i quartieri, e il quartiere che mi piace più di tutti è la Garbatella. E me ne vado in giro per i lotti popolari. Però non mi piace vedere solo le case dall’esterno, ogni tanto mi piace vedere anche come sono fatte dentro. E allora suono un citofono, e faccio finta di fare un sopralluogo, e dico che sto preparando un film. Il padrone di casa mi chiede: “Di che parla questo film?”. E io non so che dire. Cos’è questo film? È la storia di un pasticcere, trotzkista… Un pasticcere trotzkista nell’Italia degli anni ’50, è un film musicale. Un musical. Però, mica male il musical sul pasticcere trotzkista nell’Italia conformista degli anni ’50.

E andando in Vespa mi piace anche fermarmi a guardare gli attici dove mi piacerebbe abitare. Mi immagino di ristrutturare appartamenti su in alto che vedo dalla strada, ma appartamenti che i proprietari non hanno nessuna intenzione di vendere. Un giorno poi un attico che mi sembrava più accessibile di altri io e Silvia siamo anche saliti a vederlo. Abbiamo chiesto quanto costava e ci hanno risposto dieci milioni a metro quadro. Come dieci milioni al metro quadro? E dice, sì ma non si può fare un discorso di tanto a metro quadro perché via Dandolo è una via storica, ha detto il proprietario, qui Garibaldi ci ha fatto la resistenza. Non lo so, non riesco a capire, sarò malato, ma io amo questo ponte. Ci devo passare almeno due volte al giorno. Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste. Cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c’è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un’isola deserta perché il regista non crede nelle persone… Io credo nelle persone. Però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre d’accordo e a mio agio con una minoranza….

AUTOMOBILISTA: Vabbé, auguri.

MORETTI: … e qui…

MORETTI: In realtà il mio sogno è sempre stato quello di saper ballare bene. Flashdance si chiamava quel film che mi ha cambiato definitivamente la vita. Era un film solo sul ballo. Saper ballare. E invece alla fine mi riduco sempre a guardare, che è anche bello, però è tutta un’altra cosa.

Esercizi

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